Vendemmia 2022

Ed ora, parliamo un po’ di vendemmia.

Per avere un quadro abbastanza completo della situazione a vendemmia avanzata ogni anno ci rifacciamo al report di Assoenologi – ISMEA – U.I.V. che con sforzo congiunto ed incrociando una gran quantità di dati riescono a stilare un rapporto numericamente e analiticamente interessante e preciso.

A metà settembre esce la stima previsionale già ben affidabile ed a fine ottobre, a vendemmia conclusa, escono i dati definitivi.

A noi piace sempre fare un resoconto sintetico ad uso dei nostri clienti, chi volesse consultare i dati in maniera completa può andare su Assoenologi.it e troverà tutti i rapporti consultabili.

Qualcuno dirà: ma se lavori con chi fa il vino, perchè cerchi dati online?

Ovviamente abbiamo raccolto anche le impressioni dei nostri fornitori, che infatti inseriremo poi, ma non bisogna intendere “La Vendemmia” come un atto a sé stante, condotto in blocco a livello nazionale, ma la parte culminante di un lavoro che vede il suo corso svolgersi nell’arco di un anno e soggetto a molteplici varianti anche nella stessa regione, denominazione, comune, vigna e varietà di uva.

Quindi anche se vogliamo parlare di aree più dettagliate abbiamo bisogno di farci un’impressione generale e ben corroborata da dati, più ampia prima, e zoomare poi dove ci interessa per poter confrontare e valutare le informazioni.

In sostanza, non è detto che se ad un nostro fornitore sia andato bene l’anno di lavoro, lo stesso valga per il suo vicino o per la cantina che sta a venti chilometri, e viceversa!

Quindi facendo un quadro generale prima e limitandoci poi alle zone di provenienza dei nostri vini sfusi ed inserendo le informazioni specifiche dei nostri fornitori, vediamo un po’ qual è lo stato delle cose ad oggi che scriviamo, 24 settembre.

Abbiamo vissuto tutti sulla nostra pelle un anno tremendamente siccitoso ed estremamente caldo, che ormai non si può più ascrivere come eccezionalità ma purtroppo è parte di una tendenza con precise cause, annunciata da anni, di cui solo ora stiamo vivendo i primi effetti importanti. Parafrasando una scienziata, dal web: “il cambiamento climatico non è Babbo Natale, in cui puoi credere o meno, sono dati scientifici”!

Estrapolando alcuni numeri dal rapporto abbiamo “un -46% di precipitazione cumulata da inizio anno a fine luglio per l’Italia rispetto agli accumuli medi sugli ultimi 30 anni. Per il momento il 2022 resta l’anno più siccitoso dal 1800 ad oggi”.

Anche le elevate temperature sono state fonte di molte preoccupazioni, tanto che “i primi sette mesi dell’anno proiettavano il 2022 come l’anno più caldo di sempre nel nostro Paese, solo le piogge di agosto hanno fatto rientrare le temperature nella norma e hanno riportato i livelli idrici ad una soglia meno critica.”

Si può dire che se fino a maggio la carenza idrica e le temperature talvolta sopra la media si sono rivelate anche benefiche per l’aspetto sanitario, lo sviluppo e la fioritura delle viti giocoforza senza danni da maltempo, l’improvviso e perdurante innalzarsi delle temperature da maggio in poi senza precipitazioni ha provocato stress idrico nelle piante obbligando dove possibile (e concesso) ad interventi di irrigazione di soccorso e creando danni agli impianti più giovani, fino a procurarne l’essiccamento.

Situazioni così eccezionali è ovvio, anche senza scendere in dettagli tecnici, provocano mutamenti e problematiche nel ciclo fisiologico della vite, di cui altri dati trovate nel report.

Provvidenziali sono state le pioggie arrivate ad Agosto, senza le quali saremmo qui a parlare di un’annata disperata, invece è riuscita ad evolvere in una situazione con livelli qualitativi generalmente buoni ed ottimi che raggiungeranno anche punte di eccellenza, ovviamente con le varie diversificazioni.

Purtroppo però ormai abbiamo preso atto che anche gli eventi atmosferici hanno caratteri estremi, ed in alcune zone viticole d’Italia si è pagato il prezzo di grandinate e dissesti geologici, tra i quali in primis l’Oltrepò Pavese.

I numeri che riguardano i volumi di produzione variano da zona a zona e sono ancora in definizione, in attesa che il grosso del lavoro sopratutto al nord sia portato a termine.

In via generale, si può affermare che una nota positiva di questa annata caratterizzata da clima estremo è senz’altro il buono stato sanitario delle uve, che si traduce, in teoria, in meno interventi sia in vigna che in cantina.

Veniamo ora alle zone che ci riguardano:

Piemonte: regione che ha sofferto come altre la prolungata siccità, in recupero da agosto con prospettive di ottima qualità dato anche il fatto che le uve a bacca rossa principali (Barbera e Nebbiolo) sono in raccolta tardiva, dalla metà\fine di settembre ai primi di Ottobre in poi. Uva generalmente molto sana e bella, ma con un calo quantitativo del 10% circa come ci confermano anche i nostri fornitori.

Lombardia: è una regione molto difforme dal punto di vista viticolo: basti pensare alle differenze climatiche e geologiche tra Valtellina, Garda, Bergamasca e Oltrepò, oltre alla gran varietà di uve coltivate.

Anche qui enorme carenza idrica e temperature mai viste (personalmente ho visto impianti giovani completamenti essicati in Franciacorta) ma in Oltrepò Pavese e nello specifico che a noi riguarda la zona di Santa Maria della Versa, un’ondata anomala e violenta di maltempo si è abbattuta gli ultimi giorni di luglio con inondazioni, tempestate e grandinate, che hanno rovinato irrimediabilmente le coltivazioni e provocato danni a strutture e attività. Il nostro fornitore ha avuto, oltre alle uve danneggiate da tempesta e grandine, anche danni da fango in campagna ed cantina, nonostante la manutenzione di campi e canali condotta a regola d’arte, raccontandoci come in 60 anni non abbia mai visto così tanta acqua in una notte. In Oltrepò la produzione persa è circa del 20% in meno. Le uve non compromesse hanno seguito poi il trend favorevole da Agosto, con prospettive di qualità buona.

In Bergamasca il nostro fornitore ci confermava invece ottime aspettative, avendo recuperato bene dopo la fase di sofferenza iniziale grazie anche al fatto di produrre da varietà più tardive come Cabernet e Merlot ed impianti con una buona età media, ben acclimatati, che hanno retto le difficoltà e dato uva sana e bella.

Veneto: i problemi di siccità hanno avuto più impatto, anche in termini di quantità, sicuramente nelle aree più elevate e di alta collina e laddove non è concessa irrigazione, invece nelle zone di media collina e nelle pianure produttive gli interventi di irrigazione concessi hanno dato modo di ottenere uve ricche e nella norma, limitando al minimo i danni. Le uve bianche perdono un po’ in acidità, guadagnando in tenore zuccherino.

Personalmente, in Valdobbiadene a fine agosto, parlando con i produttori si dichiaravano soddisfatti ed alleviati dalle piogge imminenti. I nostri fornitori della provincia di Treviso non lamentano cali di produzione e sostengono di avere ottime prospettive di qualità dei vini.

Toscana: regione non esente dalle problematiche climatiche ma abituata a climi più asciutti, vede nonostante tutto un incremento di produzione generalizzato intorno al 10% con una qualità e concentrazione delle uve che promettono risultati di eccellenza, specialmente per il Sangiovese che è poi alla base dei grandi rossi di Toscana, e la cui vendemmia medio tardiva ha dato modo di uscire dal quadro generale con grandi aspettative. Anche il nostro fornitore nella provincia di Arezzo era sollevato dalle preoccupazioni iniziali ed entusiasta per l’uva che fin’ora aveva portato in cantina, bianchi e varietà minori precoci. Ad oggi non abbiamo notizie di problemi sopravvenuti, quindi ci riteniamo soddisfatti.

Una buona nota aggiuntiva viene dal Trentino e Alto Adige, di cui anche se non abbiamo vini sfusi in vendita siamo affezionati estimatori, la cui produzione ha ben recuperato in quantità rispetto alla scorsa annata e sopratutto la qualità si prospetta eccellente!

Anche per quest’anno si può dire di avere portato a casa il lavoro, ma è innegabile che la buona vecchia routine della stagionalità sia da rivedere e gestire in maniera urgente e differente, cosa che per fortuna chi lavora con la terra sta già affrontando da un po’ con serietà, supporto tecnico e scientifico variando ed adeguando i propri approcci e metodi, e di cui noi consumatori, mi ci metto anche io, dobbiamo assolutamente prendere atto quando facciamo le nostre scelte e richieste ad un mercato in palese cambiamento.

Altra grande problematica di questo anno sono i costi di produzione, imballaggio e trasporto che per via di motivi a tutti noti, se da una parte penalizzeranno chi lavora con grossi volumi, bassa qualità e pochi margini, dall’altra inevitabilmente motiveranno ad un lavoro più attento chi fa scelte improntate alla qualità, che vengono apprezzate sia dai mercati esteri che dal mercato interno dove i consumi pro capite sono sì in calo, ma la disponibilità a spendere qualcosa di più per un prodotto di valore, anche se consumato in meno occasioni, è sempre maggiore.

Al proposito, anche il mercato dei vini sfusi al dettaglio potrà trarne giovamento offrendo ai clienti un prodotto di qualità sempre maggiore dove i costi aggiuntivi (imballo, trasporto etc) sono ridotti al minimo se non azzerati, l’impatto ambientale è molto basso e la qualità dell’offerta sempre in crescita, riuscendo ad attrarre anche le persone che hanno sempre guardato al vino sfuso come un prodotto di seconda scelta.

Il cambiamento climatico impone sempre di più un attento monitoraggio da parte dei vignaioli e degli enologi, con particolare attenzione alla custodia e alla sostenibilità ambientale, elementi ormai necessari per un adeguato riconoscimento da parte dei consumatori. A questo si affianca anche il grande entusiasmo con cui ogni anno si affronta questo periodo ai fini della migliore valorizzazione dei futuri vini, ormai primi ambasciatori dei nostri territori.”

immagini in senso orario: alluvione oltrepò immagine rivista.wein.plus

giovani impianti in Valtellina con danni da siccità. immagine sondriotoday

effetto stress idrico immagine terraevita.edagricole.it

fonte informazioni Assoenologi/Ismea/U.I.V.

tutti i diritti riservati degli autori.

Valdobbiadene e il Prosecco di Torre Zecchei

Questa estate durante le vacanze ci siamo regalati qualche giorno di piacere tra i magnifici paesaggi della Valdobbiadene, patrimonio mondiale Unesco. Racchiusa tra Valdobbiadene, Conegliano e Vittorio Veneto quest’area vinicola è la culla storica della produzione di Prosecco a DOCG, qui etichettato appunto come Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG o Valdobbiadene Superiore DOCG, e sovente senza nemmeno più il nome Prosecco in etichetta. Scelta, questa, dovuta all’inflazionamento del vino Prosecco sui mercati, dopo il contestato ampliamento della zona di produzione a DOC avvenuta anni fa che ha visto salire sul carro vincente anche produzioni industriali o prettamente commerciali, dalle mastodontiche rese per ettaro, in terreni di pianura spesso geologicamente al limite della sufficienza per la viticoltura, o prodotti creati senza nessuna cura e passione, ma solo per soddisfare i numeri di un mercato in costante crescita.

Questa premessa è dovuta perchè la differenza tra bere un Valdobbiadene – Conegliano Prosecco Superiore o un Prosecco DOC è netta e da comprendere bene. Nulla togliendo ad un buon Prosecco Treviso DOC ben fatto (e che comunque non possiamo trovare sempre in offerta a pochi spicci), la produzione di uve Glera, da cui si ottiene tutto il Prosecco, è storicamente radicata in Valdobbiadene e soggetta ad un disciplinare a sè, appositamente dedicato.

Le splendide colline di origine glaciale, alluvionale e marina, che siano dolci o più irte a seconda della zona ma sempre caratterizzate da distinte caratteristiche chimico – fisiche e ottimale permeabilità, insieme al perfetto equilibrio climatico dato dalla vicinanza delle montagne e della loro benefica escursione termica, creano la condizione ideale per la coltivazione di uve dal ricco e unico profilo aromatico e gustativo.

La lavorazione delle viti e la raccolta delle uve avvengono (da disciplinare) rigorosamente a mano, con il necessario dispendio di tempo e fatiche immaginabili rispetto ad un vigneto meccanizzato di pianura, è vietato il diserbo chimico e le rese per ettaro sono ben ridotte, ovviamente, rispetto ad un Prosecco prodotto fuori dall’area a DOCG. Come ulteriore valorizzazione sono state create 43 menzioni geografiche aggiuntive, denominate “Rive di..” in etichetta, che caratterizzano vini prodotti in sottozone ristrette, dette rive appunto, generalmente caratterizzate da forte pendenza e con caratteristiche geologiche ben distinte, che danno uve di ulteriore qualità e vini dai tratti caratteristici.

Tornando al nostro viaggio, inizialmente abbiamo avuto il piacere di essere ospiti presso la Cantina e Agriturismo La Casa Vecchia a Santo Stefano. Qui, passeggiando piacevolmente tra le vigne del cru di Cartizze sino a raggiungere la sommità delle colline antistanti, abbiamo potuto verificare con le nostre gambe la difficoltà e pendenza che deve affrontare un vignaiolo che lavori manualmente le uve in queste zone.

A proposito della denominazione Cartizze, mi sono tolto finalmente la curiosità di scoprire a fondo, sul posto, le peculiarità di questa rinomata produzione. Si tratta di una zona di soli 108 ettari, che dal colle dove si trova la famosa Osteria senz’oste (che ad oggi purtroppo ho trovato un pò snaturata nella sua originaria essenza, ridotta ad attrazione turistica… ma tant’è) rientra tutta in una fotografia.

Le vigne di Cartizze sono esposte tutte a sud e godono della ventilazione ed escursione termica importante data dalla montagna sovrastante: sono dei cloni vecchi e con la caratteristica di produrre uva Glera con grappoli spargoli (dai chicchi radi, vedi in foto) con un concentrato tenore zuccherino e grande intensità aromatica. Proprio il fatto di produrre grappoli spargoli e dolci rendeva tempi addietro l’uva di questa zona adatta ad essere appassita, scongiurando ammuffimenti indesiderati, per fare il prezioso vino dolce delle feste. Operazione che si faceva sulle “graticce”, da cui la storpiatura linguistica dialettale “gardizze” fino a “cartizze”. Il cru di Cartizze è diviso in tantissime parcelle tutte di proprietà di viticoltori, ed il valore dei terreni raggiunge cifre altissime, arrivando anche a due milioni di euro per ettaro.

Concludiamo la nostra passeggiata con una gaudente degustazione dei vini della cantina La Casa Vecchia sul loro portico che affaccia direttamente sui vigneti di Cartizze, con un tramonto dopo la pioggia da riempire gli occhi ed il cuore. Io personalmente invito i miei clienti ad approcciarsi alla tipologia di prosecco brut rispetto ad un extra dry, che trovo più equilibrata nel rapporto zuccheri-aromaticità e meno stancante, più gastronomica. Il Cartizze prodotto da loro in versione dry stupisce per il suo quadro aromatico intenso ed esplosivo, con una persistenza lunghissima e gusto sapientemente bilanciato nonostante il residuo zuccherino. Comunque tutti vini di alto livello qualitativo, dove si ritrova il lavoro attento e la passione trasmessa anche dal titolare durante una bella chiacchierata.

I giorni seguenti ci siamo concessi un piacevole girovagare lungo la strada del vino ed i paesi di Asolo e Bassano del Grappa, tra scorci spettacolari, borghi caratteristici e golose soste gastronomiche, trovando sempre una accoglienza professionale e preparata, aspettando l’appuntamento presso la Tenuta Torre Zecchei a Valdobbiadene, nostri nuovi fornitori da quest’anno.

Qui veniamo accolti da Tiziano ed Elisa, che subito ci mettono a nostro agio con affabilità e cortesia, nonostante il periodo sia già di preparazione per l’imminente vendemmia, e ci dedicano il loro tempo con piacere. L’azienda è dedita quasi esclusivamente alla produzione di spumanti, con uve da vigneti di proprietà collocati nel territorio della DOCG Conegliano Valdobbiadene, con cui viene prodotto anche il Prosecco Treviso DOC da uve sempre vendemmiate manualmente! Gli spazi di lavoro sono tutti a vista e contigui come è usuale in una cantina di piccole dimensioni, ordinati e puliti come buona prassi per chi lavora con criterio. Le vasche di fermentazione e stoccaggio brillano in fila affacciate alle autoclavi dove il Prosecco farà la seconda rifermentazione a temperatura controllata: le dimensioni sono contenute e si vede subito che l’obiettivo è una produzione mirata, di qualità. Tutto è pronto per accogliere l’uva che arriverà, quindi con Tiziano conveniamo che è il momento di aprire un paio di bottiglie e metterci comodi.

Mentre degustiamo il loro Valdobbiadene Brut, a mente fresca di altri assaggi fatti nei giorni seguenti, mi convinco sempre più della validità dell’azienda selezionata! Gli aromi sono ampi e intensi, acidità e frutto ben dosati, la sapidità e territorialità caratterizzante spicca netta.

Passiamo poi ad assaggiare il Bonorivo, extra brut proveniente dal loro vigneto più vocato sulle Rive di Cozzuolo, e approfondiamo la conoscenza dei loro metodi di coltivazione. Scopro così che l’azienda punta molto sulla salubrità delle uve, arricchendo i terreni con preparati biologici che rafforzano le viti e le aiutano a contrastare eventuali criticità batteriche e danni da parassiti (principio di dominanza) riducendo gli interventi in vigna ed in cantina e rispettando il territorio.

Mentre chiacchieriamo, mi concentro sul vino nel bicchiere, il Bonorivo, “la cui vinificazione e seguente lavorazione avviene senza aggiunta di solfiti. Prodotto esclusivamente dalla selezione di uve di un vigneto che, per la sua naturale posizione geografica in pieno sole fin dal primo mattino, necessità di limitati trattamenti chimici” (dal sito aziendale): un bicchiere che apre a ventaglio, in maniera esemplare, le caratteristiche aromatiche del vitigno Glera, con un sorso da grande bollicina, setoso e sottile, bilanciato nell’acidità e piacevolezza ma capace di reggere abbinamenti ricercati… complimenti davvero!

Ulteriore nota di merito, l’uso di pannelli fotovoltaici per compensare il fabbisogno di energia elettrica dell’azienda ed il progetto in corso d’opera per la creazione di una nuova e moderna struttura ricettiva alle porte di Valdobbiadene, segno di dinamismo e sana crescita imprenditoriale sul territorio.

E’ giunto il momento di salutarci e procedere per la nostra strada ed il resto della nostra vacanza, con il piacere di avere visto di persona, ancora una volta, una concreta e positiva realtà produttiva, e di poter trasmettere qualcosa di più ai miei clienti quando tornerò al lavoro.

Sicuramente la zona di Conegliano e Valdobbiadene ha ancora tanto da raccontare e magari qualche lacuna tecnica nel mio resoconto potrà esserci, ma ero in viaggio con la famiglia per piacere e così è stato, senza troppi tecnicismi ma con il ricordo di aver incontrato belle persone e scoperto un altro pezzo del nostro meraviglioso paese, ricamato e impreziosito dal lavoro dell’uomo.

Venerdì 27 maggio 2022 – Gossip Pinot Grigio Di Lenardo

“Gossip” Pinot Grigio 2021 DOC Friuli 13% vol. – Di Lenardo – Gonars (UD). € 9,90 in enoteca.

L’uva Pinot Grigio, come indica anche il nome, sebbene conosciuta e associata a vini bianchi, ha la buccia di un colore variabile dal rosa\violetto al ramato (vedi foto sotto), comunque ben diversa dalle varietà a bacca bianca, essendo una derivazione del Pinot Nero. Da qui la molteplice collocazione cromatica dei vini che se ne possono ottenere, anche dipendente dal fatto che se i mosti di uve Pinot Grigio hanno tutti la caratteristica di avere colorazione ramata più o meno intensa, per vari fattori tecnici e biologici durante la vinificazione il vino tende naturalmente a schiarirsi, e a seconda della volontà del vinificatore e dei sistemi adottati (con più o meno macerazione delle bucce, lavorazioni a contatto con l’ossigeno o meno, ulteriori chiarifiche) si può preservare il colore ramato o procedere ad avere un vino cosiddetto “bianco” di varie tonalità.

Questa premessa è necessaria proprio perchè, diversamente da quello che il cliente si aspetta parlando di Pinot Grigio, il vino che andiamo ad assaggiare è intenzionalmente vinificato preservando il colore ramato, o buccia di cipolla chiaro che dir si voglia, e lo proponiamo come inserimento estivo insieme ad altri vini bianchi e rosa.

Degustazione: nel bicchiere si presenta appunto con un color oro chiaro ramato, il profumo è pulito, ampio e netto di fragoline, rosa, mandorle, pompelmo rosa e melone. Il gusto è vibrante, con una fresca acidità che si bilancia perfettamente con l’alcool, rendendo la bevuta scorrevole e rinfrescante. Lunga e sapida persistenza. Un vino decisamente conviviale e fine, con una struttura piacevole ma non frivola, tanto da sembrare un vino di mare. Adatto ai piatti di verdure estivi, torte salate, crostacei e pesce di mare anche in preparazioni con sugo o pomodori, formaggi freschi e di capra.

immagini con licenza c.c.

E’ arrivato il Prosecco Torre Zecchei!

 NOVITA’ PROSECCO TORRE ZECCHEI VALDOBBIADENE: sono ufficialmente sugli scaffali le nuove etichette selezionate per Voi della Tenuta Torre Zecchei in Valdobbiadene: Prosecco Treviso DOC extra dry, Valdobbiadene Superiore extra dry millesimato e il Cru Rive di Cozzuolo extra brut.
Nel cuore della terra vocata per natura alla coltivazione delle uve dedicate alla spumantizzazione del vino più amato dal pubblico, la Famiglia Spagnol vive e coltiva i vigneti di proprietà con cura e coscienziosità aderendo al Codice di autoregolamentazione di gestione del Vigneto: un regolamento unitario sull’uso dei fitofarmaci in agricoltura composto da 16 articoli dedicati alla gestione dei fitosanitari e all’esecuzione dei trattamenti nei vigneti. Eseguendo vendemmie manuali e dotandosi di impianto fotovoltaico per la produzione di energia pulita, il loro impegno si traduce in un Vino sano e profondamente territoriale, proposto dalla Botte Piccola con un ottimo rapporto Qualità\Prezzo.

Pasqua alla Botte Piccola

Per i vostri appuntamenti delle festività Pasquali, abbiamo pensato ad una serie di promozioni studiate per l’occasione! Inoltre componiamo bellissimi e gustosissimi cesti e confezioni regalo con tutte le specialità gastronomiche, i vini o le birre artigianali!

ORARI SPECIALI PASQUA: MERCOLEDI’ 13 APERTO ANCHE POMERIGGIO, MARTEDI’ 19 (DOPO PASQUETTA) CHIUSO PER FERIE, MERCOLEDI’ 20 APERTO ANCHE POMERIGGIO.

Venerdì 11 marzo 2022 – Biribesch Tenuta Uccellina

Biribesch Tenuta Uccellina Russi (Ravenna) – Vino frizzante bianco rifermentato in bottiglia sui lieviti. Da uve autoctone Cavecia – 11% vol. € 7,90 in enoteca.

Oggi stappiamo questo vino particolare, un rifermentato in bottiglia sui lieviti, prodotto da Tenuta Uccellina con le uve di una varietà storica Romagnola, la Cavecia, che era proprio in uso anticamente nelle zone rurali per produrre il vino destinato al consumo locale e quotidiano. La Tenuta Uccellina mantiene e conserva questa varietà, rara a trovarsi ormai, in un ettaro scarso di proprietà, proprio con l’intenzione di proporre un vino dal carattere contadino e romantico, da bersi in maniera conviviale e allegra.

Già dalla bottiglia trasparente possiamo notare il colore giallo cedro intenso e il deposito dei lieviti sul fondo (vedi foto sotto), quindi in questi casi si bada a non agitare troppo la bottiglia mettendo in conto che magari un centimetro di vino verrà lasciato indietro, ma comunque non ci spaventiamo se l’ultimo bicchiere sarà un pò torbido poichè è del tutto naturale.

Tolto il tappo, a corona, versiamo nel bicchiere il vino che dopo una bella spumata vigorosa, lascia una corolla cremosa nel bicchiere e bollicine molto fini a salire con continuità.

Il sentore che si leva dal bicchiere di primo acchito è quello preponderante dei lieviti, cosa del tutto normale per un vino rifermentato col fondo, dobbiamo attendere qualche minuto perché il ventaglio di profumi si apra e armonizzi. Allora troviamo sempre il profumo di lieviti ridimensionato e ora gradevole, a cui si avvolgono note citrine e di erbe aromatiche quali timo e salvia, note di agrumi canditi, pompelmo e banana matura, un poco.

Al palato la bollicina è vispa e allegra, piacevolissima, troviamo i sapori corrispondenti ai profumi se non con una nota di mela croccante in più. Caratteristica del vitigno, una bella acidità marcata che pulisce di netto e richiama subito un altro sorso.

Nonostante le sue origine rustiche, note di difetti nessuna per un vino che nel suo semplice equilibrio e piacevole carattere è il compagno ideale per quelle serate in cui si finisce di lavorare e si siede ad un tavolo con un amico, a raccontarsi come và. Ovviamente i tempi moderni richiedono di darsi un tono gourmet, e quindi possiamo immaginarlo con piccola frittura di mare, crudités di pesce azzurro, alici in carpione, acciughe su burro salato o anche pesce di lago in carpione piuttosto con un piatto di spaghetti acciughe, cipolla e pangrattato.

I lieviti depositati sul fondo, dopo che il vino è rifermentato e diventato frizzante in bottiglia.

Convenzione Ali per la Scuola

La Botte Piccola aderisce alla convenzione per i tesserati Ali per la Scuola. Le somme raccolte sostengono ogni anno diversi progetti per l’Istituto Comprensivo di Calolziocorte.

Lo sconto riservato ai tesserati è del 3% per spese fino a € 50,00 e del 5% per spese oltre € 50,00. E’ necessario esibire la tessera dell’anno in corso. Gli sconti non si applicano a merce già in promozione e la spesa sostenuta non concorre alla raccolta punti.

SPOT IN BOX!

Alla Botte Piccola parte la nuova campagna SPOT-IN-BOX: periodicamente troverete degli acquisti in blocco di Bag-In-Box di qualità ad un prezzo super conveniente, fino ad esaurimento scorte!

I VOSTRI AUMENTI NON FERMERANNO LA NOSTRA SETE!

Purtroppo è proprio nei prodotti confezionati (Bag-in- Box e bottiglie) che troviamo tutti i materiali soggetti alle speculazioni di mercato a cui stiamo assistendo ormai da quest’estate (carta e cartone, plastica e alluminio) ma grazie ad una rete di contatti creata da tempo ed alla nostra esperienza, possiamo selezionare un ventaglio di proposte sempre nuove e di qualità, per combattere il caro-prezzi e continuare ad offrirvi i migliori vini in Bag-in-Box ad un prezzo pop, come è giusto che sia!

DISPONIBILI MERLOT – MALBECH – VERDUZZO – SAUVIGNON Veneto, 12% Vol. e tutti ad Indicazione Geografica Tipica, della Cantina Rigoni di Chiarano (Treviso) al PREZZO SPECIALE DI € 12,50 PER 5 LITRI!

Ah, non hai idea di cosa sia il Bag-in-Box? leggi QUI!

IN ARRIVO I VINI SFUSI NUOVA VENDEMMIA!

Sono in arrivo i Vini Sfusi Vendemmia 2021!

Con le prime consegne di Febbraio arriveranno i Vini Sfusi della nuova vendemmia! Per chi vuole imbottigliare e godere dell’evoluzione dei vini nel tempo, siamo a disposizione per consigli su misura.

SI PRENDONO PRENOTAZIONI PER BIANCOSPRI’ (UVA GLERA – PROSECCO) IN DAMIGIANA, DA IMBOTTIGLIARE PER RIFERMENTAZIONE NATURALE

La vendemmia 2021 si è conclusa con una produzione in calo su tutto il territorio nazionale, con punte che vanno dal – 7% del Veneto, -10% in Piemonte sino al -20% di Lombardia (Oltrepò Pavese) e Toscana, per quanto riguarda le regioni dove ci riforniamo di vini sfusi.

La causa di queste riduzioni è imputabile ad eventi climatici estremi, quali gelate improvvise primaverili e forti pioggie con grandinate, oltre a siccità protratta durante l’estate. Il livello qualitativo e sanitario delle uve in vendemmia era comunque generalmente buono, talvolta con elevati livelli zuccherini che portano alte gradazioni e intensità ai vini, ma mettono a rischio la tanto preziosa acidità dei vini, ma questo è un problema più per i vini da lungo invecchiamento, che non è il nostro caso.

LEGGI QUI IL REPORT ASSOENOLOGI SULLA VENDEMMIA 2021