Venerdì 26 Maggio 2017

Venerdì 26 Maggio 2017 – Manzoni Bianco Vendemmia Tardiva “Nina” 2016 – 13% vol. – Cà di Rajo,  Rai di San Polo di Piave (TV). € 7,50 in enoteca PREZZO PROMO

Questo venerdì andiamo nelle terre del Piave, dove si trova la bella realtà della Cantina Cà di Rajo. Condensare in poche righe il lavoro svolto negli ultimi anni dalla famiglia Cecchetto è molto difficile, la loro storia ha radici nel primo dopoguerra come viticoltori conferitori, ma da poco più di un decennio, grazie anche alle leve più giovani, hanno dato vita ed energia alla propria linea di vini, con un successo che è subito salito alla ribalta degli onori internazionali e nazionali. Li troviamo protagonisti nelle situazioni più dinamiche, dal Salone della Nautica a Genova all’Hospitality area del MotoGP,  fino ad trovare riprese delle loro più caratteristiche vigne proiettate alla Mostra del Cinema di Venezia, all’interno del film “il leone di vetro”. Ma venendo al sodo, parlando di vino, la loro fama è data oltre che dalla ampia gamma dei vini spumanti, Prosecco in primis, dai vini storici del territorio del Piave: qui hanno saputo mantenere viva la tradizione dei vitigni più radicati, Raboso, Manzoni Rosa (rarissimo) e Bianco, di cui sono eccellenti interpreti, coltivandoli addirittura ancora col sistema delle Bellussere, che da sole valgono una visita alla cantina!

Ci sarebbe tanto altro da dire, vi lascio di seguito il link ad un paio di articoli che parlano di loro, e invece tornando sul vino in degustazione, vi posso dire che si tratta del più famoso Incrocio Manzoni, che troviamo con successo anche da noi in Bergamasca, il 6.0.13, da riesling renano e pinot bianco, ottenuto con rese di 50 q.li per ettaro, da uve surmature, 90 giorni di affinamento sulle fecce fini e successivi 6 mesi in bottiglia…e il dna del bacino del Piave! A venerdì!

http://www.civiltadelbere.com/giovani-produttori-simone-cecchetto-e-il-piave-di-ca-di-rajo/

http://www.vigneviniequalita.it/bellussere-a-ca-di-rajo-una-vendemmia-dalle-radici-antiche/
Degustazione: colore di bel giallo paglierino tendente al dorato, i profumi ricordano l’albicocca, la pescanoce, ananas, poi acacia e glicine in coda, e un sentore lieve lieve di erbe aromatiche che chiude il tutto con eleganza. Al palato conferma il bel gusto vivo e dritto, tipico del vitigno, anche se abbastanza rotondo e abboccato inizialmente per via della surmaturazione, ritorna piacevolmente su un timbro sapido e fresco, con un finale di acidità rinfrescante e leggermente amarognolo. Ben persistente. Imbottigliato da poco, lo riconosco ancora giovane conoscendo le sue potenzialità. Sicuramente chi lo prova ora lo trova molto buono, accattivante e piacevolissimo, sarò fissato ma io insisto sempre per dare anche ai vini bianchi più importanti il tempo che meritano e riscoprire le loro potenzialità, coltivare i gusti dei miei clienti su palati più maturi per non cascare sempre nel calderone del vino “fruttato intenso+residuo zuccherino un pò più alto” che vince sempre alla cassa subito, ma si siede appiattito sulla distanza. Io che l’ho provato anche dopo 5 anni, me ne metto qualche bottiglia in cantina e me la dimentico lì…investimento garantito!

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Venerdì 12 Maggio 2017

Venerdì 12 maggio 2017: Negroamaro Puglia igt “Fish” Otre – 2015 – 13% vol. – Cantine Teanum S.P. di Civitate – Foggia. € 6,50 in promozione quantità limitata anzichè € 8,50.

Questo venerdì voglio farvi provare un vino sicuramente originale: il Negroamaro “Fish” delle pluridecorate Cantine Teanum. I nostri clienti conoscono molto bene la qualità dei loro vini, e tanti hanno già apprezzato gli anni scorsi questo prodotto, ma l’arrivo delle giornate calde è il momento giusto per rispolverare e promuovere questo vino rosso di Puglia che va servito rigorosamente…bello freddo! Infatti la particolare e mirata tecnica di vinificazione a temperatura controllata messa a punto dalle Cantine Teanum sulle uve a bacca rossa di Negroamaro ci dona un vino dalla sorprendente freschezza e dai tannini morbidi, con profumi e piacevolezze sensoriali che si esaltano con la bassa temperatura.  Vi lascio la curiosità da soddisfare, a venerdì!

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degustazione: (NB il vino viene assaggiato freddo, tolto 15 minuti prima dal frigor) il colore è granato di media intensità, e mantiene ancora qualche sfumatura tendente ad un rubino più brillante. Il naso è intenso di mirto, amarena, prugna e violette e una delicata ma costante nota speziata\balsamica di fondo. Caratteristico. Al palato la temperatura spiazza subito, concentrato sul colore ed il profumo avevo già dimenticato che sarebbe stato freddo…ma la sensazione è positiva e per niente astringente, scivola molto morbido e piacevole, gli aromi sono come chiusi in una bolla che si apre tutta insieme al momento della masticazione e deglutizione, curiosa sensazione, ma comunque sempre senza squilibri, si riempie la bocca di frutti rossi, piacevole acidità e un finale sfumato balsamico e amarognolo, ma non di tannino,  mediterraneo come si conviene, stiamo sempre parlando di un vino del Sud! Se immaginiamo una calda serata d’estate seduto davanti al mare, con una cernia o uno spada alla griglia, niente di più adatto!

Venerdì 5 Maggio 2017

Venerdì 5 Maggio 2017 – Trebbiano d’Abruzzo doc Casa Montori 2016 -12,5 % vol. – Az.Ag. Montori, Controguerra Teramo. € 6,20 in enoteca.

L’Azienda Montori è una realtà storica e emblematica nel percorso della viticoltura, e nello specifico della valorizzazione del Trebbiano, in Abruzzo. Le proprietà di famiglia risalgono al 1600, a metà 800 il Cavaliere e Avvocato Giuseppe Montori era presidente della Commissione Ampelografica (lo studio e classificazione della vite in base alle sue caratteristiche “fisiche”: forma delle foglie, germogli, grappoli etc.) e più recentemente è proprio grazie a Camillo Montori se esiste la doc Controguerra e la docg Colline Teramane…questo giusto per dare una panormanica. Altre info le trovate qui: http://www.montorivini.it/

Tanta qualità al giusto prezzo: alla Botte Piccola sono un best seller i loro bag in box, Montepulciano, Pecorino e Rosato, e non da meno ha un gran successo il Montepulciano in bottiglia e il loro Pecorino Riserva Fonte Cupa…ma ora è il tempo di provare il Trebbiano, qui nella versione “base” ma di cui abbiamo anche la selezione Fonte Cupa…a Venerdì!

Degustazione: colore giallo paglierino di media intensità, vivido con un’accenno verdolino dato dalla freschezza. Al naso si apre ampio di fruttato e floreale: gelsomino camomilla, agrumi (mandarino e pompelmo\lime?) ananas, un ombra di pepe rosa…al palato rivela ancora la sua vena giovane e il gusto tipico del Trebbiano, bella acidità e freschezza, classiche, anche se avvolgente e pseudocalorico in modo sorprendente per la non eccessiva gradazione dichiarata (12,5%). Finale sapido e lungo, bene in equilibrio con tutto il resto. Ottimo rapporto qualità\prezzo, sicuramente un best-seller da giornate estive!

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Venerdì 28 Aprile 2017

Venerdì 28 Aprile 2017 – Biancobagnolo Albana secco Romagna docg 2016 – 12,5% Villa Bagnolo, Castrocaro Terme. € 8,60 in enoteca.

Questo venerdì vi presentiamo una nuova scoperta della Botte Piccola, i vini dell’azienda Villa Bagnolo di Castrocaro Terme, in quel di Forlì. Situata sulle splendide colline dell’entroterra Romagnolo, abbiamo avuto il piacere di visitarla nei giorni scorsi, ma i suoi vini li avevamo già conosciuti ad una degustazione. Proprio sulla spinta della qualità provata al banco d’assaggio e della esaustiva presentazione dell’azienda data dal loro collaboratore Fabio, molto in linea con la nostra filosofia, non abbiamo esitato a inserire una selezione dei loro vini e una ottima grappa di Sangiovese.

Situata a 300 metri s.l.m, sulle splendide colline di Castrocaro Terme e Terra del Sole, la piccola cantina trova sede nella villa di proprietà del patron Vito, imprenditore-inventore con molti brevetti all’attivo, che si è ritirato in queste splendide terre e con la famiglia ha dato vita a questa interessante realtà. A noi ci accoglie su appuntamento Fabio, responsabile dell’azienda,  e non abbiamo avuto il piacere di conoscerlo poichè sono giorni festivi, ma dobbiamo per forza citarlo perchè è sua la progettazione e realizzazione dei particolari tini fermentatori a temperatura controllata (e possiamo dire unici al mondo!) che vedete nelle foto seguenti e che fanno in modo che il cappello di vinacce abbia una superficie molto ampia rispetto al solito, permettendo così un’estrazione aromatica molto curata, al riparo da ogni insidiosa ossidazione, che unita ad una vendemmia anticipata permettono di ottenere un’Albana profumata e molto fine, persistente, rinfrescante. Il tutto volutamente, per preservare gli aromi dell’uva, freschezza e sapidità, e non sprecare quel prezioso regalo della “terra del sole” che dai terreni di argilla, limo e rocce sedimentarie spugnose, simili al tufo ma più friabili, di origine antichissima (ora non so dirvi l’era geologica precisa, perdonatemi la lacuna, ma i numerosissimi fossili che si vedono tra le rocce parlano da soli! vedi foto) si ritrovano nel bicchiere sorso dopo sorso. E la brezza che spira senza sosta, oggi come tutto l’anno, tra i filari ben disposti e curati come un giardino (lavoro fatto rigorosamente tutto a mano, come tiene a precisare Fabio!) assicura integrità e salubrità alle uve…. cosa volere più di così? Un bicchiere di vino e un bel pranzo in trattoria, ma questa è un’altra storia…


Degustazione: colore giallo dorato tipico, chiaro perchè ancora fresco (stiamo assaggiando il 2016, col tempo dovrebbe scurirsi), limpido. Al naso arrivano subito equilibrati i profumi varietali, albicocca, frutta tropicale, si apre una nota di caramello, poi un delicato floreale, miele d’acacia e un filo d’incenso. Molto accattivante e ampio. Al palato troviamo gli agrumi, il pompelmo e il lime, e l’uva spina, un fondo di mela verde e certo chiude bella dritta con una acidità viva, sapida e persistente. Ora, oggettivamente, l’Albana dona vini sontuosi e caldi, pieni, mentre qui stupisce la piacevolezza, la freschezza e la sapidità. Ma il vino è vivo, così è sicuramente ancora giovane ma è uno spettacolo, da bersi a secchiate di profumi e piacere, vediamo dopo l’estate quanto si sarà trasformato avvicinandosi ai registri convenzionali, e quanto della sua personalità rimarrà invariato. Sono proprio curioso…

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Venerdì 7 Aprile 2017

Venerdì 7 Aprile – Umbriana Cabernet Sauvignon 2015 – 13,5% Bergamasca igt az. Lurani Cernuschi Almenno s. Salvatore. € 8,90 in enoteca.

L’azienda di storica proprietà della nobile famiglia Lurani Cernuschi, si trova presso il convento di S. Nicola ed è attorniata da un bellissimo paesaggio e dai vigneti. Le tipologie prodotte sono quelle caratteristiche autorizzate dalla doc Valcalepio e igt Bergamasca, e spiccano tra tutti il Valcalepio rosso, il bianco da incrocio Manzoni 6.0.13 e appunto l’Umbriana, Cabernet Sauvignon da uve selezionate di un vigneto di 2 ettari di estensione, con buona esposizione a sud ovest, resa massima 90 q.li per ettaro, maturazione in botte grande e poi barrique, che andremo a degustare. Viene prodotto solo in annate ottimali, ritorna sui nostri scaffali dopo che il 2014 non era stato prodotto. Vi aspettiamo!

degustazione: color rosso rubino intenso, quasi porpora, al naso spicca subito la marmellata di prugna, amarena, mora molto eterei e solo dopo esce la nota verde varietale, e la vaniglia del legno che invece perdurano. Al palato scorre morbido, con note di liquirizia, spezie pepe, frutta rossa, cacao, chiude netto, tannico ancora, comprensibilmente. Buono anche subito con qualche carne succosa, ma provatelo fra 3\4 anni e sarà tutta un’altra cosa….

 

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Venerdì 31 Marzo

Venerdì 31 Marzo 2017 – Montaltino Rosso Verona igt 13,5% 2015 – campione non in vendita

Questo venerdì ho riservato una bottiglia di quei vini acquistati nelle fiere di paese, dove trovi vignaioli con piccolissime produzioni che partecipano con il loro banchetto e le loro poche etichette, senza fronzoli, agricoltori fuori e dentro, senza “il commerciale”, che timidamente scambiano quattro parole e ti lasciano il numero di telefono a voce, invitandoti a passare a trovarli così ti mostrano i loro 10 – dieci – ettari di vigneti… Interventi minimi, raccolte manuali, lavoro accorto…

Detta così sembra una presentazione romantica ad effetto, ma è così. Ancora ce ne sono tanti, che lavorano e vendono da sè tutta la produzione, che orgogliosamente ti aggiornano sulle innovazioni fatte in cantina, con entusiasmo, senza nessun aggancio mediatico…beati loro mi vien da dire! Ma in sostanza poi, ci vuole un buon prodotto, ed è quello il motivo che mi aveva spinto a suo tempo ad acquistare un paio di cartoni e a segnarmi il numero di telefono. In pratica c’è l’azienda Morando nel Garda Veronese, colline moreniche, a Bussolengo, e le denominazioni prodotte sono Bardolino e Custoza, poi si etichetta i vini anche come Agricola Monrealto, e questo è il frutto dell’unione di più vignaioli, con in totale 10, appunto, ettari di vigneti nella Valpolicella Classica. L’unione fa la forza, insomma…si condividono attrezzature, mezzi di lavoro, linea di imbottigliamento, contatti e così via, e si riesce a vendere a prezzo ragionevole senza dover svendere l’uva a terzi.

Io ho un ottimo ricordo della Garganega che ormai è finita da un pezzo, profumatissima, sapida, intensa…per voi ho avanzato una bottiglia di rosso dall’uvaggio classico Corvina, Corvinone, Rondinella e altre minori, che si rivela di gran finezza e intensità…diciamo praticamente nemmeno sfiorata dalle correnti modaiole e stramature di tanti Valpolicella & co. Vi aspetto per provarlo insieme, e poi, chissà che non mi venga voglia di fare una gita sul Garda…

http://www.morandolorenzo.it/it-IT/chi_siamo.html

Degustazione: colore rubino di media intensità tendente al granato, pulito e vivo. Al naso è molto suadente ed equilibrato: frutti rossi in primis, si riconosce subito la ciliegia matura, la mora, ribes rosso e una leggerissima fragola sotto spirito, poi i fiori: viola e una nota di rosa.Si apre ancora e arriva una delicatissima speziatura finale. Profumo che perdura in intensità e finezza. Al palato scivola bene, vellutato: ritroviamo i medesimi aromi, coerenti, puliti, morbidi, con la chiusura  astringente il giusto e una lunga persistenza, e solo ora si percepisce appena la sensazione calorica del grado alcolico, mai in evidenza finora. Secondo me, un bellissimo vino conviviale. (si, bellissimo di fattura oltre che buono).

 

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Venerdì 24 Marzo

Venerdì 24 marzo 2017 – Rambela 2016 Tenuta Uccellina Ravenna IGP 12,5% vol. € 7,00 + Blu di Burson 2015 Uva Longanesi Ravenna IGP 12,5% vol.

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http://www.tenutauccellina.com/store/index.php/home/

http://www.consorzioilbagnacavallo.it/produttori/tenuta-uccellina-2/

Questa settimana degustazione doppia grazie alla disponibilità della Tenuta Uccellina che ci ha consegnato dei campioni di prova che condivideremo con voi, oltre ai nuovi vini inseriti sugli scaffali. La Tenuta Uccellina è a conduzione famigliare e ha sede in Russi, con vigneti sui colli di Bertinoro, e fa parte del gruppo dei Produttori del Consorzio del Bagnacavallo che si prodiga per la valorizzazione ed il mantenimento del vitigno Longanesi, da cui nasce il Burson, ma anche degli altri vitigni autoctoni Romagnoli e della viticoltura Romagnola di qualità.

Partiamo dal bianco Rambela, che trovate già in vendita insieme al Sangiovese Superiore “Clivo del Re” e al Burson Etichetta Nera. Ottenuto dal vitigno autoctono “Famoso”, che ha radici antiche, è conosciuto per la sua aromaticità molto spiccata che può ricordare il moscato  (si crede che proprio per questa sua caratteristica nei tempi indietro sia stato accantonato, poichè apportava troppi profumi quando i vini erano “tagli” delle varietà che si aveva a disposizione nelle vigne, trebbiano, albana etc e alle vecchie generazioni i vini piacevano più classici e lineari…) ma questo non ci confonda: si tratta di un vino fermo, piacevole ma secco e di media struttura. Qui trovate altre info: http://autoctonidiromagna.com/it/famoso-ita/

Il Burson, vino unico e prezioso, prodotto nelle versioni Etichetta Blu ed Etichetta Nera, merita assolutamente un approfondimento a sè: non volendoci dilungare troppo, essendo un vino per ora non in vendita (abbiamo l’etichetta Nera), vi rimandiamo a questa bella ed esaustiva descrizione dal sito Winesurf:

http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=2850

Noi proveremo l’etichetta Blu, la versione più giovane che gode comunque di una maturazione in speciali tonneaux composti da tre tipologie di legno differenti. Vi aspettiamo!

Degustazione Rambela: colore paglierino chiaro, brillante pulitissimo. Al naso come da manuale, odore molto intenso che balla tra un moscato fior d’arancio e una malvasia aromatica. Banana matura e una leggera nota di erbe aromatiche di fondo. In bocca l’acidità vince ancora sulla morbidezza, sapore di agrumi, arancio, un leggero accenno di miele d’acacia e un finale abbastanza persistente, appena amarognolo. Vino molto accattivante, ma se l’esperienza non mi inganna, vedendo la data di imbottigliamento di gennaio 2017, sarà perfetto fra 3\4 mesi, giusto per le calda giornate d’estate!

Degustazione blu di burson: colore rosso granato impenetrabile, unghia violacea. Al naso spicca subito la ciliegia stramatura, sotto spirito, confettura di more, forse una leggera nota terrosa non sgradevole. In bocca riempie ma è fresco, fa una bella parabola dalla frutta matura alla liquirizia nera, poi un tannino ruspante che lascia salivare parecchio e invita alla beva. Chiude netto, asciutto.pulito. Un vino nerboruto, che è il suo tratto caratteristico, e che sarei curioso di osservare sulla distanza.

Venerdì 17 Marzo

Venerdì 17 Marzo 2017 – Masca 2014 Roccapesta – Maremma Toscana IGT 13,5 % vol. € 8,50

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http://www.roccapesta.com/it/

L’azienda Roccapesta ha sede in quel di Scansano, nel cuore della Maremma Toscana. L’abbiamo scelta per l’approccio alla viticoltura che piace a noi: seguita direttamente dai proprietari, vigne curate direttamente dai lavoratori dipendenti, innovazione, vinificazioni naturali e tanta qualità riconosciuta a livello nazionale. Anche se il loro obiettivo dichiarato è la massima valorizzazione del Sangiovese, abbiamo voluto testare un prodotto che, citando testualmente le loro parole, nasce come il “brutto anatroccolo”, ossia un vino pensato per impiegare le varietà internazionali presenti in azienda, che non volevano più aggiungere ai loro sangiovese di livello superiore. Quindi Sangiovese 80%, in cemento, Sirah e Petit Verdot 10% per varietà, 12 mesi in botte…e il brutto anatroccolo alla fine è diventato un cigno…vi aspettiamo venerdì per scoprirlo insieme!

masca2xdegustazione: il colore è rubino media intensità con bella brillantezza, con lievi riflessi ancora violetti. Già qui si nota dove il vino va a parare, elegante più che potente. Infatti al naso arriva subito una buona speziatura, a cui seguono bilanciati i frutti rossi e fiori appassiti. Ciliegie, finisce ancora con un lieve pepe verde, note vegetali. Comunque ampio di profumi.

al palato  parte rotondo, fresco e ancora fruttato, tannino ancora verde ma elegante e non irruente, prosegue con sensazioni calde date dal tenore alcolico, acidità equilibrata e buona persistenza, con un finale decisamente amarognolo\vegetale\balsamico. Un vino di interpretazione sicuramente elegante con curiose prospettive di maturazione. da seguire nel tempo.

 

Venerdì 3 Marzo 2017

Venerdì 3 Marzo 2017 – San Siro bianco Dolomiti igt F.lli Pisoni 2015 – 12% vol. – € 8,00
La produzione delle aziende Pisoni annovera i prodotti  della blasonata distilleria, i premiati Trento doc, il raro Vin Santo della Valle dei Laghi, presidio Slow Food, e gli altri vini dei fratelli vignaioli Marco e Stefano. Di questi ultimi vogliamo farvi assaggiare il più classico uvaggio, Chardonnay e Pinot Bianco ottenuti da vigne poste a 450 metri s.l.m sul colle di San Siro. E diciamo il più classico non solo per il tipo di uvaggio, ma anche per la continuità della sua produzione, basta pensare che è ben dal 1930 che il Vescovato di Trento lo ha riconosciuto come vino da messa. A Venerdì…

Degustazione: colore giallo paglierino chiaro brillante con ancora riflessi verdolini. profumo idem freschissimo, pulitissimo, ben bilanciati i tratti principali dei due vitigni: mela gialla\ ananas\tropicale non invadente. seguono note agrumate (pompelmo rosa\lime?) uva spina, pesca bianca e chiude una nota sfumata vegetale (salvia?). Forse, e direi personalmente meglio così, spicca un pò più il pinot, ma tutto è ben equilibrato e costante. In bocca ritorna la freschezza, bella sorpresa, e il succo di mela e agrumi. uva spina. sapidità. acidità ancora spiccata buona per il futuro, finale mandorlato e persistente. sempre pulitissimo. ottimo esempio di vino pensato per il quotidiano, dalla “bassa” gradazione ma fatto gran bene, con la possibilità di evolvere ancora per 2\3 anni senza paura. Bravi.

23 febbraio 2017

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Bonarda O.P. doc Bosco Longhino senza solfiti, fermo 12,5 % , 2015. € 8,50 in enoteca.

Nella settimana in cui abbiamo ricevuto la certificazione “sono sostenibile” della cam. comm. di Bergamo, e come episodio pilota di questa nuova sezione del sito, ritengo sia di buon auspicio iniziare con un vino facile e conviviale ma non banale, di vocazione sana, senza aggiunta di solfiti. L’azienda Bosco Longhino la conosco molto bene personalmente in quanto mia fornitrice anche di vini sfusi, persone splendide, alla quarta generazione di vignaioli.La cantina si trova a S. Maria della Versa, frazione Molino Marconi, e dispone di 30 h. di vigneti di proprietà coltivati con le classiche varietà presenti in Oltrepò. Azienda attenta alle tematiche ambientali, aderisce al programma della regione Lombardia di sviluppo rurale adottando vari accorgimenti di tutela ambientale. L’annata 2015 è la prima di cui hanno proposto questo prodotto senza solfiti che degusteremo domani…io lo conosco già, e riserva sorprese, vi aspettiamo!

http://www.bosco-longhino.it/azienda/

nota inizio degustazione: importantissimo, e non tutti i mali vengono per nuocere direi, l’approccio alla degustazione: se siete come me oggi raffreddati e sotto aspirina, tenetene conto! Temperatura del vino, bicchiere, stato di salute, profumi sulle mani o sul corpo etc…prima di sparare sentenze, pensare bene. Io ho comunque nella memoria questo vino perchè bevuto da poco.

colore rosso porpora scuro, quasi impenetrabile con riflessi violetti. brillantezza non impeccabile, ma i solfiti servono anche a rendere vivo il colore, e questo non ne ha!i profumi sono comunque pulitissimi e netti: frutti bosco, fragola ciliegia e poi un pò di rosa canina. classici e fini. l’alcool e volatile sono a posto. Tipicissimo quindi azzeccato.

in bocca  fruttato e fragrante come si conviene ad una bonarda, vinoso, succo d’uva. lungo. finisce un pò ruspante sulla lingua ma con un’acidità equilibratissima che pulisce benissimo la bocca e invita al sorso successivo. in un momento mi è parso di sentire della volatile ma poi basta. non faccio affidamento sui miei sensi più di tanto oggi. bisogna aspettarsi comunque che non tutte le bottiglie siano uguali e che il tempo cambi i vini più di quello che ci si aspetti, senza l’uso di solfiti, e bisogna lavorare con poco residuo zuccherino e un buona acidità, dicono. Un bonarda di qualità, che secondo me può entrare a pieno merito nella squadra delle bottiglie che ambiscono a rivalutare questa tipologia troppo bistrattata.