Visita in casa Pisoni

Appena siamo in zona, in Trentino, non perdiamo occasione per fare visita alle Cantine e Distilleria della famiglia Pisoni, quest’anno tappa ancor più d’obbligo poichè dovevamo “battezzare” la nostra pianta di Rebo, adottata tramite la simpatica iniziativa in crowfounding “your vine, your wine” (iniziativa ancora aperta, per gli interessati vedi qui). Il vigneto di Rebo appena impiantato, incrocio varietale tra Teroldego e Merlot, darà vita all’uva che produrrà il Reboro, vino importante da uve appassite, concepito proprio dai Pisoni e parte ormai di un grande e ambizioso progetto collettivo con altri vignaioli della Valle dei Laghi. 
Dopo il simpatico rito della posa della targhetta, accompagnati in vigneto dai disponibilissimi e gentilissimi Marco e Daniele, che colgo l’occasione per ringraziare, abbiamo incrociato Stefano che spiegava ad una coppia di visitatori come e da dove nasce l’ultimo arrivato in Cantina Pisoni, il bianco Dolomiti IGT “Mesum”. E’ un vino praticamente unico al mondo, che nasce dall’idea di ricreare la produzione del vino come riportata in uno degli affreschi del 14° secolo del ciclo dei mesi presenti al Castello del Buonconsiglio di trento, precisamente il mese di Ottobre che rappresenta una scena di vendemmia. E allora ecco i Pisoni creare il torchio, di legno, a grandezza naturale, ben visibile all’ingresso in cantina, selezionare e piantare una varietà di uva PIWI (uve a piede franco che non necessitano di nessun trattamento chimico, come ovviamente una volta si coltivavano), creare il vigneto su pali di castagno dritti, senza sistemi particolari di allevamento, come raffigurato nell’affresco e come si usava quando le nozioni di viticoltura erano ancora di là da venire, senza uso di plastica, fili di ferro e strumenti moderni! Ovviamente anche la vendemmia (tardiva per richiamare il gusto dolce che usava allora, quando i vini erano ingentiliti con miele e\o spezie), la pigiatura con i piedi, la fermentazione, la lunga macerazione sulle bucce (mesi) e l’affinamento in anfore di terracotta sono state svolte senza ausili meccanici nè chimici, nel pieno rispetto della filosofia di origine del progetto. Ecco che abbiamo così avuto il piacere di degustarne un bicchiere, dopo averne scoperto l’affascinante storia dalla bocca di chi lo ha ideato e creato! Il vino, prodotto in quantità limitata in bottiglie da 500 ml numerate, è estremamente pulito, dal colore giallo oro carico, con un sentore aromatico di camomilla, fiori di campo e di miele d’acacia. Il gusto è caldo, vellutato e piacevolmente abboccato. Una vera delizia oltre che rarità! 
https://www.territoriocheresiste.it/2018/10/23/mesum-il-vino-del-medioevo/
Successivamente, visita all’adiacente Distilleria Pisoni per rifornire il negozio di grappa e liquori e provare il nuovo strepitoso Metodo Classico Erminia Segalla, che non potevamo perderci! Da sole uve Chardonnay, la bottiglia che ho davanti a me in negozio ha fatto ben 94 mesi sui lieviti (vendemmia 2010, sboccato 2\2019)! Un extra brut dalla grande complessità ma che nel bicchiere mantiene un filo di eleganza e di grazia incredibile, con profumi sottili e floreali di sottofondo che equilibrano gli aromi più intensi della lunga fermentazione. Eccezionale! Non per niente è salito agli onori mondiali, aggiudicandosi l’oro alla prestigiosa Sparkling Wine World Championships 2018 e può essere ritenuto uno dei migliori Metodo Classico in Italia, senza timore di esagerare. 
Tutti i vini menzionati li trovate ovviamente in vendita alla Botte Piccola, e vi consigliamo se passate in zona di fare una visita alle Cantine e Distilleria Pisoni, per cogliere l’essenza della passione per il fare bene, che sia vino, grappa, ospitalità o qualsiasi altra cosa!
http://www.pisonivini.it/         https://www.pisoni.it/
i vini menzionati:

IMG_20190830_170545

il vigneto di Rebo in crowfounding:

vigneto reboro Pisoni Panorama rebo-fam-Negretti

Il torchio usato per produrre il Mesum:

DSC_0802

la Nosiola dei vigneti Pisoni (usata anche per il celebre Vino Santo):

DSC_0831

 

Annunci

Venerdì 17 Maggio 2019

Colli del Trasimeno D.O.C. Baccio del Rosso 2017 Duca della Corgna – 14% vol. – € 7,70 in enoteca.

La Cantina del Trasimeno è una solida realtà cooperativa formata da 200 soci conferenti, sita nella parte occidentale dell’Umbria, con vigneti affacciati sul bacino del lago Trasimeno. Tra le pochissime cantine che si è dedicata con un lavoro attento e mirato alla produzione del Trasimeno Gamay, (vitigno dalla presenza storica sul territorio, erroneamente denominato Gamay ma in verità appartenente alla famiglia del Grenache, Cannonau e Alicante) è risucita negli anni a raggiungere un alto livello qualitativo e raccogliere molti meritati riconoscimenti, tra gli ultimi la medaglia d’oro al concorso internazionale Grenache du Monde, l’oscar Berebene Gambero Rosso, il Premio Qualità\Prezzo Nazionale Gambero Rosso, il WineHunter Award al Merano Wine Festival, le Quattro Stelle Vini Buoni d’Italia e altri numerosi premi nazionali.

Questo week-end assaggeremo insieme il Baccio del Rosso, vino da uve 70% Sangiovese e 30% Gamay, ottenuto da vigneti con rese di 50/60 quintali per ettaro, vinificato e affinato solo in acciaio. Sanguigno e schietto, è il compagno ideale per un bel tagliere di salumi in compagnia o per le prime grigliate di carne…. passate a provarlo, vi aspettiamo!

Degustazione: il vino si presenta con un bel colore rubino vivido con sfumature granata, abbastanza intenso. Il naso viene subito colpito da profumi di frutta rossa: marmellata di more e prugne secche, poi una nota vegetale\selvatica, e per finire sentori dolci di spezie e vaniglia. Un quadro olfattivo fresco e ben composto. Al palato troviamo subito corrispondenza coi profumi, il corpo è morbido, succoso e tondo al primo impatto, per poi rivelare una nota tannica marcata, un finale speziato con un sentore di liquirizia e una nota alcolica che si rivela solo alla fine. Decisamente un vino conviviale da taglieri di norcineria, carni alla griglia succulente e sughi di carne ben conditi. Come da tradizione Umbra del resto!

DC-Bdr_HQ-700x915

 

Venerdì 8 febbraio 2019

Toscana igt Rosso Campo della Macchia Piancornello 2015 – 14% vol. – € 13,50 in enoteca PREZZO PROMO 3 X € 30,00

Piancornello sorge nella zona di Sesta, tra S.Angelo in Colle e Castenuovo dell’Abate, su un altopiano affacciato sulla Val d’Orcia ed il monte Amiata all’orizzonte, si estende su circa 20 ettari e si caratterizza per il microclima mediterraneo nonché per i terreni rossi fortemente scoscesi, ricchi di sassi e rocce. L’azienda è tra i fondatori del distretto del Brunello di Montalcino biologico, e ha proprietà già certificate biologiche dal 2017 e altre in conversione. Il loro Brunello si è aggiudicato i 3 bicchieri Gambero Rosso 2019.

Il vino che andiamo ad assaggiare è un uvaggio 80% sangiovese, 10% colorino e 10% syrah, con una maturazione parziale in botti grandi e barrique di secondo passaggio. L’annata è 2015 e ha una gradazione di 14% vol. , è un vino che si presta a essere consumato subito o da lasciare in cantina per un’interessante evoluzione… vi aspettiamo per scoprirlo con noi!

Degustazione: (ps con leggero raffreddore di stagione, aimè) il colore è granato scarico, classico del sangiovese, brillante e limpido. Al naso perviene subito una grande pulizia, la vaniglia del legno ben equilibrata con i frutti rossi tipici varietali spicca subito ma molto gentile e armonica. Spunta anche un bouquet floreale (peonia?) e a seguito di un pò di ossigenazione arrivano le spezie, il pepe nero e la noce moscata, chiodi di garofano. Un bel ventaglio, ben assemblato. Anche il palato non tradisce, precisa la corrispondenza, gli stessi aromi si aprono in bocca con grande armonia, niente da dire, sul finale spunta la liquirizia. Medio corpo, rotondo ed elegante, un tannino già ben smussato ma presente lo rende piacevole e lascia intendere un’ottima capacità di evoluzione nei prossimi 3\4 anni sicuramente. Eccellente rapporto qualità\prezzo, vino molto elegante. Bravi!

piancornello-promo

Venerdì 28 settembre 2018

Vino Rosso “Shedeh” Soc. Agricola Rigoni Antonio 12,5 % vol. – € 8,90 in enoteca

Assaggiamo insieme anche questo venerdì un’altro vino della Cantina Rigoni di Chiarano, ai confini col Friuli. Questo assemblaggio di vini rossi vuole essere un omaggio della Cantina alle origini Mediterranee del nettare degli Dei, e prende nome dalle iscrizioni ritrovate su alcune anfore di vino che facevano parte del corredo della tomba di Tutankhamon. Shedeh indicava il vino più alcolico, dolce e gradevole. E’ ottenuto da uve Raboso (di cui una parte appassite), Manzoni Rosso, Carmenere e Merlot dei vigneti più antichi dell’azienda.

Lo Shedeh è stato presentato in anteprima nel 2017 a “TourismA”, il Salone internazionale dell’archeologia a Firenze, al Palazzo dei Congressi, grazie alla collaborazione dell’egittologa e storica dell’arte piemontese Donatella Avanzo che ha deciso di spingersi più in là, provando a riprodurre, insieme a Fabio Zago dell’azienda Rigoni, non solo la tomba, ma anche il vino conservato al suo interno.

https://firenze.repubblica.it/tempo-libero/articoli/cultura/2017/02/16/news/un_brindisi_col_faraone_riprodotto_lo_shedeh_il_vino_di_tutankhamon-158405057/

Vi aspettiamo per scoprire insieme il vino degli Dei!

degustazione: il vino si presenta rosso rubino intenso, con un unghia ancora viva, violacea. Indice di gioventù? Purtroppo è imbottigliato come vino da tavola, e non è per legge possibile indicare l’annata. Dal numero di lotto potrebbe essere 2016, mi riprometto di chiederlo la prossima volta che avrò una consegna. Il naso è avvolto piacevolmente dalla vaniglia della barrique, inconfondibile, a cui seguono note di frutta sotto spirito (amarene, ciliege) caratteristiche del raboso, e profumi lievi di pesca, viola e spezie (pepe verde). Nonostante il grado alcolico non eccesivo, dà una parvenza di calore non dispiacevole, che anticipa probabilmente quello che sarà la beva. Al palato ritroviamo in corrispondenza l’amarena del Raboso, che scivola comunque molto morbida per poi lasciare una sensazione acida e tannica che chi conosce questo vitigno riconosce subito, poi una pesca un pò acerba insieme ad un bel ventaglio di frutta rossa piacevole e persistente, insieme ad un finale erbaceo. Si ritrova anche la piacevole sensazione pseudocalorica. Sicuramente un vino assemblato con equilibrio, che però sarà veramente pronto fra 2\3 anni ancora, ma del resto essendo pensato per il corredo dell’aldilà di un faraone, non ha fretta!

shedeh

Venerdì 21 Settembre 2018

Carmenere Veneto I.G.T Soc. Agricola Rigoni Antonio 12,5 % vol. – € 6,30 in enoteca

Ritorniamo dopo la pausa estiva  per degustare le novità, sicuramente curiose, della Cantina Rigoni di Chiarano, in provincia di Treviso, al confine col Friuli.

Inizieremo questo venerdì con il Carmenere, vino ottenuto dall’omonimo vitigno a bacca rossa con vinificazione tradizionale e affinamento in acciaio. Il Carmenere ha origini mediterranee, deriva dall’antico ceppo di Vitis Biturica di provenienza Albanese e poi portato in Francia dai Romani, da cui derivano tutti i vitigni bordolesi: Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot, Petit Verdot (Plinio già nel 71 DC scrive che a Bordeaux esistevano vigneti piantati dalla tribù dei Biturigi e la vite coltivata fu chiamata “Vitis Biturica”). Arriva in Italia nell’ottocento con gli altri vitigni bordolesi e viene subito confusa con il Cabernet Franc o il Merlot, o viene comunque messa in disparte perchè soggetta a acinellatura (aborto floreale). Ha invece un buon successo in Cile e la troviamo anche in California. In Italia resiste comunque fino ai giorni nostri, e solo nel 2010 ha il riconoscimento della DOC Lison Pamaggiore e Piave. La Cantina Rigoni vinifica il Carmenere solo in acciaio per esaltare al massimo le caratteristiche del vitigno, vi aspettiamo per scoprirlo con noi!

degustazione: il vino si presenta di un pulito colore porpora intenso, con un unghia leggermente granata. Il profumo è altrettanto intenso e caldo; colpisce  subito la nota erbacea che potrebbe effettivamente ingannare, però i profumi si completano con una gamma più ampia e ben in armonia: floreali (geranio, viola), di ciliege sotto spirito e un sottofondo più greve, di cacao, di cuoio ma finissimo ed evanescente. Al palato trovano esatta corrispondenza i profumi, chiude avvolgente con una speziatura lunga e una acidità leggera e piacevolissima. Ottima sorpresa!

carmenère-vino-antonio-rigoni

Venerdì 18 Maggio 2018

Marzemina Bianca V.B. Spumante Brut Millesimato 2017 Cà di Rajo – 11,5% vol. € 6,90 in enoteca

Un’altra degustazione a scatola chiusa, ma sulla quale metto tranquillamente la mano sul fuoco: dalla fantastica equipe Cà di Rajo ecco un’altro vino da un vitigno storico (dopo il Manzoni Rosa e ovviamente il Raboso), recuperato e proposto in versione spumantizzata, come si usava nel passato. Coltivata sulle storiche e pittoresche Bellussere delle tenute di proprietà, (cosa sono le bellussere? scopritelo qui: http://www.gamberorosso.it/it/vini/1024742-i-modelli-di-viticoltura-la-bellussera-e-vigneti-storici-nella-terra-del-piave)  questa uva apprezzata da sempre nella valle del Piave dava origine allo “champagne” delle domeniche di festa, salvo poi essere, purtroppo ma magari comprensibilmente per i tempi, abbandonata in favore di vitigni più alla moda, facili da coltivare e remunerativi.

Per non dilungarmi troppo, non avendo mire da wineblogger, copio e incollo qui sotto parte del testo della presentazione al Prowein riportato sul sito della cantina, che trovate integralmente qui:  http://www.cadirajo.it/blog.php?id=411

“Questo spumante nasce da un lavoro di ricerca e sviluppo di nuove tecniche di produzione – spiega Simone Cecchetto -. È una perla rarissima, la nostra è l’unica azienda a spumantizzare questo vitigno di cui esistono all’incirca una decina di ettari in Italia. Era lo “champagne” povero dei contadini della nostra terra, noi abbiamo voluto rendergli omaggio esaltandone le caratteristiche e la carica aromatica. Per questo abbiamo scelto di fare una fermentazione unica, che ci consente di ridurre l’ossidazione e i solfiti aggiunti. Il risultato è unico, un brut con 6 grammi di residuo zuccherino e profumi intensi”.

A venerdì!

Degustazione: il vino si presenta color paglierino chiaro e brillante, si nota subito la spuma cremosa e bollicine molto fini. Al naso al primo approccio si percepiscono i lieviti della rifermentazione e una volta sgombrato il campo arrivano belle sensazioni floreali, come di fiori d’arancio lievi, frutta a polpa gialla e un aroma di erba limone. Al palato si riconferma la sensazione di lieviti freschi, ovviamente distante dalle note evolute del metodo classico ma piacevole, che ricorda sì i frizzanti imbottigliati in casa. Il corpo è effettivamente fresco e leggero, come si conviene ad uno spumante conviviale, con sapori delicati di miele d’acacia, agrumi e uvaspina. Asciutto, molto cremoso effettivamente e con una nota di sapidità e acidità finale piacevole. Personalmente lo ritengo originale e piacevolmente fresco, distante dalla aromaticità del Prosecco e con una personalità propria. Benvenuto sugli scaffali della Botte Piccola!

marzemina bianca spumante La Botte Piccolabellussere

Venerdì 13 Aprile 2018

Sabbioneta Rosso IGP “Quercus” BIO Corte Pagliare Verdieri 2016 – 12 % vol. – prezzo in enoteca € 7,30

Questo Venerdì proviamo insieme a scatola chiusa una bottiglia dalla quale anch’io non so cosa aspettarmi: il Lambrusco Fermo, affinato in botte di Quercia, dell’azienda Agricola Corte Pagliari Verdieri. Se qualche anno fa avrei fatto un paragone possibile con l’Enantio, che conosco, (vitigno Trentino di cui si è sempre sostenuta la affinità varietale con le uve Lambrusco, salvo poi essere recentemente smentita da studi sul dna che lo ricollocano come vitigno non collegato alle varietà Lambrusco) ad oggi invece devo ammetter di non aver mai provato un Lambrusco fermo. L’azienda si può definire un baluardo della ruralità, produce uve e altre messi in regime biologico, e meriterebbe davvero un articolo ben fatto, a sè, ma ad ognuno il suo mestiere; vi lascio qui una loro presentazione (ma in cui troviamo solo i dati del Lambrusco Viadanese Frizzante, che abbiamo provato e acquistato) e vi indico un libro che la sig. Mimma mi ha consigliato, in cui si parla di loro e di altri produttori:  http://www.intravino.com/primo-piano/effervescenze-di-massimo-zanichelli-un-libro-onestamente-imprescindibile/

Il vino invece si presenta letteralmente così: “prodotto con uve Lambrusco Salamino della nostra azienda, fermentate con lieviti indigeni. Purificato per travasi. Affinato un anno in tini di rovere …” Siete curiosi come me? a Venerdì allora, per scoprire il resto insieme!

degustazione: nel bicchiere il vino si presenta di un bel colore rosso amaranto, brillante e vivo, di media intensità. L’ho aperto con un buon anticipo, data la natura del vino che vede ridotto veramente al minimo l’intervento dell’uomo in vinificazione, e per esperienza di solito un pò di respiro giova. Infatti al naso risulta franco e pulito, si avvertono sentori intensi di prugna secca e confettura rossa, amarene mature, profumo di rosa e una nota vegetale \ erbacea di fondo, oserei assimilabili più ad un cabernet giovane che al bouquet del lambrusco che conosciamo. Al palato invece si rivela asciutto, fresco, fluido e vellutato, ma con una spiccata acidità! Non tannini acerbi, ma proprio una decisa nota acidula, asprigna di frutta, che ricorda le susine selvatiche o le more non completamente mature. Nessuna acidità volatile, proprio una sana e fresca acidità del frutto… molto curiosa, e che si può rivelare fatale se accompagnata da pane e salame, rischiando di farti finire la bottiglia senza accorgertene. Ad un secondo assaggio, la bocca si è abituata un pò alla nota asprigna e si percepisce meglio la natura fruttata del vitigno. Rimane invece sul finale sempre una sensazione lieve di tannino verde, lo stesso che si percepiva al naso, che se vogliamo potrebbe essere l’unica nuance un pò invadente, a lungo andare. Un vino da bersi a go-go nelle fresche sere d’estate, sicuramente con un suo deciso carattere non certamente omologabile, unico, vivo e sincero. Per la serie dei  vini che meno male che resistono, almeno loro!

Corte Pagliare Verdieri

 

Venerdì 30 Marzo 2018

Provincia di Pavia IGT Cabernet Sauvignon Az. Agricola Bosco Longhino 2016 – 13% vol. prezzo in enoteca € 5,50 IN DEGUSTAZIONE CON LA FREGOLOTTA AL CABERNET

Questo week end vogliamo viziarvi e stuzzicare la vostra curiosità: vi faremo provare la Fregolotta al Cabernet, dolce tipico Veneto la cui ricetta si tramanda sin dal ‘700, abbinata proprio ad un ottimo Cabernet Sauvignon! Per l’occasione, non ce ne vogliano i Veneti,  abbiamo scelto il Cabernet Sauvignon dell’Azienda Agricola Bosco Longhino, dato che lo trovate in un poker promozionale pensato per il vostro menù Pasquale, così avrete modo di provarlo e farvi conquistare anche voi dai vini della famiglia Faravelli! Vi aspettiamo Venerdì!

 

Degustazione: il vino si presenta di un bel rosso rubino intenso e vivido, indice di freschezza. Appena aperto al naso spicca una sensazione alcolica, facciamo ruotare un attimo il bicchiere per eliminarla e così arrivano i profumi del vino: tanti frutti rossi, mora, ciliegia matura, ribes e il caratteristico peperone… tutto ben armonizzato. A seguire, aromi delicati di spezie, mirto e rosa canina. Il palato è fresco, succoso, appena abboccato per poi stringere in una chiusura giustamente tannica data la freschezza. Ottima vena acida, non eccessiva ma presente e una piacevole e lunga persistenza. Ben fatto, deve armonizzare ancora un pò il palato. Ancora giovane lo gusterei con salumi grassi o carni succose\grasse oppure con un bel piatto di pasta fresca con un sugo ricco, amatriciana o ragù misto. Oppure, aspettare ottobre – novembre per lasciarlo maturare ancora un pò… il vino non ha mai fretta!

Venerdì 23 Marzo 2018

Controguerra Rosso DOC Casa Montori 2012 – 14% vol. – prezzo in enoteca € 9,90

Dalla consolidata scuderia di Casa Montori ci siamo fatti tentare da questa nuova proposta, che rientra nella relativamente recente (1996) DOC Controguerra: uvaggio di Montepulciano in maggioranza con uve di Merlot e Cabernet, è prodotto con uve provenienti da vigneti con rese opportunamente contenute, 80 q.li per ettaro, in un numero di bottiglie altrettanto limitate, ed è inbottigliato solo dopo aver goduto di un invecchiamento di 18 mesi in botti da 300 lt. Conoscendo la loro capacità di domare il muscoloso Montepulciano, siamo certi che dalla cantina di Camillo Montori ci possiamo aspettare una piacevole sorpresa…venite a provarlo Venerdì con noi!

IMG_20180320_164812

Degustazione: nel bicchiere il vino si presenta con un colore rosso intenso, rubino con delle tonalità granata e una lieve unghia aranciata, segno del punto di maturazione. Una nota alcolica arriva al primo impatto, ma che con un pò di aerazione e attesa nel bicchiere riusciamo a far sparire. Poi il profumo è ben bilanciato su toni di frutta rossa e confettura, erbaceo e leggermente pepato. Note di caffè e marasca in finale. Al palato è inizialmente vivo e scorrevole, comunque morbido con un rimando pseudocalorico dato dalla gradazione, poi si rivela decisamente erbaceo, spunta sicuramente il Cabernet su tutti, con i tannini ancora vivi che si fanno sentire sul finale. Ben vinificato ed equilibrato nelle sue componenti aromatiche, è adesso sicuramente un vino con i tannini ancora presenti (direi evviva!), da carni succulente, con grandi potenzialità per chi vuole aspettare lasciandolo in cantina ad affinare ancora 3\4 anni.

Venerdì 19 Gennaio 2018

Spumante Brut Millesimato 2106 “Vento” Puglia igp Cantine Teanum –  prezzo in enoteca € 7,50 IN PROMOZIONE

Dopo la pausa delle festività, ritroviamo insieme il tempo per dedicarci alla scoperta dei vini che la vasta produzione Italiana ci offre. Iniziamo l’anno con una “bollicina”, a mò di buon auspicio! La cantina Teanum di S. Paolo di Civitate è ormai un punto di riferimento sicuro sui nostri scaffali, riconosciuto esempio di come la viticoltura al sud Italia possa essere traino e modello di un’economia sana e innovativa, anche se purtroppo ancora i vecchi clichè sono duri a morire (in molti ancora pensano ai vini del sud come vini da taglio o poco nobili, perdendosi chicche dall’ottimo rapporto qualità\prezzo!). La questione si fa ancora più ardua se parliamo di spumanti, charmat o metodo classico, nell’immaginario collettivo prerogativa del nord Italia se non addirittura di denominazioni specifiche (leggi Prosecco o Franciacorta).

Invece tra gli addetti ai lavori e tra gli appassionati di vino è noto da molto tempo che valide proposte dell’enologia meridionale sono sul mercato, sempre rimanendo in tema di bollicine (si parla degli anni ’80!) con ottimi risultati, e proprio valorizzando alcuni vitigni locali che più si prestano alla spumantizzazione come il Bombino Bianco, con cui è vinificato il Vento Brut.

Non resta che versarlo nel bicchiere e scoprirlo inseme, vi aspettiamo Venerdì!

Degustazione: si presenta con una schiuma abbondante, che lascia una invitante corona cremosa e un perlage continuo ma molto fine. Il colore è paglierino carico, maturo, tendente al dorato. Normale dato che parliamo di millesimato 2016. Al naso in sequenza percepiamo pera williams matura, un sentore lieve e piacevole di caramello, mandarino, fiori d’arancio, albicocca-frutta gialla intensa, zucchero vanigliato. Intenso e abbastanza aromatico, caratteristico del bombino. E’ piacevole ritrovare al palato i medesimi sapori, corrispondente e lineare nel gusto, senza gradini, in perfetta corrispondenza. Le sensazioni tattili sono di una delicata croccantezza, rotondo e fine, meno gasato di quello che ci si aspetta vedendo l’effervescenza al momento di versarlo. Finale equilibrato e sebbene  maturo senza più quella vena “verde” tipica degli spumanti giovani, ben fresco e bilanciato in acidità. Anche l’equilibrio degli zuccheri nel complesso è giusto. Ancora complimenti alle Cantine Teanum!

Cantine-Teanum-sc_ITA-·-Vento-Brut