Nuove annate Tenuta Uccellina

Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di fare una degustazione on-line con Hermes Rusticali della Tenuta Uccellina in provincia di Ravenna. Conosciuta dai nostri clienti già per il Burson (rosso da uve autoctone Longanesi la cui storia, permeata di romanticismo e fascino d’altri tempi, merita di essere conosciuta prima di approcciarsi a questo vino dalle caratteristiche uniche e sorprendenti – la trovate qui), Tenuta Uccellina riserva altre sorprese specialmente per chi è amante dei vitigni storici e autoctoni Italiani e delle vinificazioni mirate ad imprimere carattere ed a valorizzare i tratti distintivi dei vitigni in questione.

Questa premessa è necessaria per darvi un quadro della situazione, perchè una degustazione dei vini di Tenuta Uccellina è un’esperienza che ci porta fuori dalla comfort-zone dei sensi noti e accomodanti, facendoci scoprire il bello e l’originalità di alcune tra le numerose varietà di vitigni storici che la nostra penisola offre. Se le pianure Romagnole fanno pensare a vitigni bianchi da iper-produzione di cui ormai non si ricorda nemmeno più il vero gusto tanto sono stati bistrattati dalle industrie vinicole, o ai Sangiovese conviviali e scorrevoli, vini amici e rassicuranti (che assolutamente non si disprezzano se ben fatti, tant’è che sui nostri scaffali c’è sempre un posto per il loro Sangiovese Superiore Samore) le etichette proposte da Hermes sono state una bella sorpresa per il nostro palato in questo periodo di forzata inattività degustativa, tanto da dover riprovarle più volte nei giorni a seguire per ponderare bene quali estrarre dal gruppo per proporle al pubblico.

Cercando di non dilungarmi troppo, punterò il focus sui vini scelti: iniziamo dalla Rambela, (Famoso Ravenna IGP 2020 – 13% vol.) vino da uve Famoso, autoctona varietà locale le cui radici sono antichissime, trovandosi cenni in documenti addirittura del 1437 (Tabella del Dazio Comunale di Lugo). Come ci racconta Hermes, storicamente è sempre stata usata solo a livello locale ed anche come uva da tavola, per via del sapore dolce e della consistenza croccante e piacevole. Con diversi anni di vinificazione alle spalle e accorgimenti sempre più mirati, tra cui la raccolta delle uve in ben tre tempi differenti, vinificazioni separate e successivo assemblamento per cogliere diversi aspetti e peculiarità del vitigno, Tenuta Uccellina propone oggi una versione di questo vino veramente accattivante e ben strutturata, nel senso tecnico del termine. Particolarità del vitigno è sempre il quadro aromatico che ricorda le malvasie aromatiche o il moscato, per via delle medesime molecole odorose presenti nell’uva (terpeni). Quindi il primo impatto è sempre intrigante, con sentori di mela gialla e albicocca, fiori d’agrumi e un leggero rimando di erbe officinali. Al palato il vino è ottimamente bilanciato, ritornano l’albicocca e gli agrumi ed una prima sensazione di rotondità e completezza a cui segue una chiusura piacevolmente astringente e leggermente amarognola che invoglia la bevuta successiva. Per dovere di cronaca, il colore è paglierino chiaro, vivido e con i riflessi verdolini della gioventù. Al proposito si è anche parlato della sua capacità di evoluzione, e Hermes sostiene che prove a distanza di un paio di anni e più hanno dato risultati interessanti, con un vino sicuramente differente ma non decadente, anzi incoraggiante. Ideale da aperitivo e per accompagnare antipasti di mare o fritture sempre di pesce o verdure. Vino che può tranquillamente rubare la scena a nomi più alla moda, col valore aggiunto della tipicità, ricordatevelo ai primi aperitivi in compagnia.

A seguire la nostra scelta tra gli altri vini bianchi proposti, l’Albana Amorosa e il Trebbiano Hermes, è ricaduta su quest’ultimo, il Trebbiano Romagna DOP 2019 Hermes – 13,5% vol.

La decisione è stata sofferta, perchè l’Albana idealmente è molto significativa per l’enologia Romagnola e nazionale, è un vitigno autoctono di cui troviamo notizie nella storia da Plinio il Vecchio in poi, in enoteca al momento non abbiamo referenze, ma… abbiamo scelto il Trebbiano per la sua maggiore immediatezza e piacevolezza, nonostante la ricercata tecnica di vinificazione raccontataci da Hermes sia volta all’ottenimento di un livello qualitativo di alto profilo, meritevole secondo noi anche di un maggiore affinamento in bottiglia. In sostanza, il Trebbiano offre la possibilità di essere goduto fin da subito e da tutti, in giusto abbinamento, ed uscendo da un periodo in cui ogni occasione di convivialità è stata annullata abbiamo bisogno di vini da condividere e proporre senza timore di impegnare troppo la mente ed i palati, con un occhio agli accostamenti gastronomici della stagione calda. Bisogna però sottolineare che parliamo di un vino voluto e pensato da Tenuta Uccellina proprio per riscattare un vitigno che nell’immaginario collettivo è sinonimo di alte rese ed etichette banali: la cura e la particolarità delle tecniche vendemmiali e di vinificazione fanno onore all’intento e soprattutto centrano il risultato.

Come ci racconta Hermes le uve vengono lasciate surmaturare fino a fine ottobre, quando vengono vendemmiate rigorosamente a mano in presenza dei primi sviluppi di Botrytis cinerea (ammuffimento controllato che fa concentrare gli zuccheri nell’uva e dona un caratteristico bouquet di aromi).

botrytis allo stadio iniziale su uva rossa – immagine con licenza c.c.

Segue la fermentazione, parzialmente condotta in barrique usate (nelle prossime vendemmie si sperimenterà l’uso di contenitori in gres), e poi il vino riposa fino ad otto mesi sulle sue fecce prima di essere svinato ed imbottigliato, per essere messo in commercio non prima dell’autunno successivo alla vendemmia. Tanto lavoro si traduce in un calice di vino dal colore giallo dorato, profumato di miele d’acacia, pesca noce, pompelmo, buccia di mandarino e aromi più complessi (mandorla, resina, minerale\salino). Al palato tornano in corrispondenza gli stessi sentori, legati da una sensazione calorica e glicerica decisa bilanciata comunque da una chiusura fresca e piacevolmente amaricante. La bevuta è sempre scorrevole, diciamo senza timore che la cantina ha colto nel segno con un vino dal ventaglio di sensazioni ampio e vario, elegante ed originale che può piacere subito a tutti se proposto con un abbinamento sapido e saporito che ne tenga il passo (pesce azzurro, pesce grasso alla griglia, piatti fusion di pesce e verdure, carni bianche in intingoli per dirne alcune o le tradizionali paste fresche in brodo emiliano-romagnole, cappelletti e passatelli) ma che invoglierà i clienti più navigati ad attenderne l’evoluzione tra due-tre anni o più. A voi la scelta se berlo subito o provare a conservarne una bottiglia in cantina, oppure optare per entrambe le possibilità.

In ultimo parliamo del Burson etichetta nera, annata 2014 – 15% Vol. versione ottenuta da appassimento dell’uva Longanesi, vinificazione in acciaio e affinamento per 48 mesi in botti di rovere e successivamente in bottiglia. L’annata testata soffre purtroppo di un andamento climatico sfavorevole, con piogge in periodo di vendemmia ed a posteriori che hanno obbligato a ridurre il periodo di appassimento da circa 40 giorni a soli 20, per il rischio dello sviluppo di muffe dannose. Tenendo conto che Tenuta Uccellina produce il Burson con il totale delle uve appassite, anche se il disciplinare ne consentirebbe un utilizzo anche parziale, per chi ha provato le annate precedenti questo si traduce in un vino dalla struttura più squadrata e tannica (già l’uva longanesi ha un tannino schietto e preponderante di suo), da un canto più collocabile accanto a vini dalla vinificazione tradizionale ma sempre con i suoi profumi varietali ricchi di amarena, note vanigliate e cioccolato ed un sorso caldo, avvolgente e spiritoso ma ancora erbaceo, liquirizia e spezie, a cui il passare del tempo donerà chissà quali interessanti sfaccettature.

Oltre ai vini descritti sopra, trovate sempre il Sangiovese Superiore Samore, rosso genuino, fresco e succoso come si conviene ad un buon Sangiovese di Romagna fatto a dovere.

Un’ulteriore nota di merito è la scelta di usare per i vini provati, Burson etichetta nera escluso, tappi Nomacorc green fatti con materie vegetali (foglie di canna da zucchero) e 100% compostabili, che comunque permettono una controllata traspirazione del vino senza rischio di contaminazioni.

Adesso che vi abbiamo sollecitato la curiosità, non resta che attendere che arrivino sui nostri scaffali, tra pochi giorni… seguite il nostro sito o la nostra pagina Facebook per aggiornamenti!

Per chi volesse conoscere di più sulla storia di Tenuta Uccellina link qui