Venerdì 26 Maggio 2017

Venerdì 26 Maggio 2017 – Manzoni Bianco Vendemmia Tardiva “Nina” 2016 – 13% vol. – Cà di Rajo,  Rai di San Polo di Piave (TV). € 7,50 in enoteca PREZZO PROMO

Questo venerdì andiamo nelle terre del Piave, dove si trova la bella realtà della Cantina Cà di Rajo. Condensare in poche righe il lavoro svolto negli ultimi anni dalla famiglia Cecchetto è molto difficile, la loro storia ha radici nel primo dopoguerra come viticoltori conferitori, ma da poco più di un decennio, grazie anche alle leve più giovani, hanno dato vita ed energia alla propria linea di vini, con un successo che è subito salito alla ribalta degli onori internazionali e nazionali. Li troviamo protagonisti nelle situazioni più dinamiche, dal Salone della Nautica a Genova all’Hospitality area del MotoGP,  fino ad trovare riprese delle loro più caratteristiche vigne proiettate alla Mostra del Cinema di Venezia, all’interno del film “il leone di vetro”. Ma venendo al sodo, parlando di vino, la loro fama è data oltre che dalla ampia gamma dei vini spumanti, Prosecco in primis, dai vini storici del territorio del Piave: qui hanno saputo mantenere viva la tradizione dei vitigni più radicati, Raboso, Manzoni Rosa (rarissimo) e Bianco, di cui sono eccellenti interpreti, coltivandoli addirittura ancora col sistema delle Bellussere, che da sole valgono una visita alla cantina!

Ci sarebbe tanto altro da dire, vi lascio di seguito il link ad un paio di articoli che parlano di loro, e invece tornando sul vino in degustazione, vi posso dire che si tratta del più famoso Incrocio Manzoni, che troviamo con successo anche da noi in Bergamasca, il 6.0.13, da riesling renano e pinot bianco, ottenuto con rese di 50 q.li per ettaro, da uve surmature, 90 giorni di affinamento sulle fecce fini e successivi 6 mesi in bottiglia…e il dna del bacino del Piave! A venerdì!

http://www.civiltadelbere.com/giovani-produttori-simone-cecchetto-e-il-piave-di-ca-di-rajo/

http://www.vigneviniequalita.it/bellussere-a-ca-di-rajo-una-vendemmia-dalle-radici-antiche/
Degustazione: colore di bel giallo paglierino tendente al dorato, i profumi ricordano l’albicocca, la pescanoce, ananas, poi acacia e glicine in coda, e un sentore lieve lieve di erbe aromatiche che chiude il tutto con eleganza. Al palato conferma il bel gusto vivo e dritto, tipico del vitigno, anche se abbastanza rotondo e abboccato inizialmente per via della surmaturazione, ritorna piacevolmente su un timbro sapido e fresco, con un finale di acidità rinfrescante e leggermente amarognolo. Ben persistente. Imbottigliato da poco, lo riconosco ancora giovane conoscendo le sue potenzialità. Sicuramente chi lo prova ora lo trova molto buono, accattivante e piacevolissimo, sarò fissato ma io insisto sempre per dare anche ai vini bianchi più importanti il tempo che meritano e riscoprire le loro potenzialità, coltivare i gusti dei miei clienti su palati più maturi per non cascare sempre nel calderone del vino “fruttato intenso+residuo zuccherino un pò più alto” che vince sempre alla cassa subito, ma si siede appiattito sulla distanza. Io che l’ho provato anche dopo 5 anni, me ne metto qualche bottiglia in cantina e me la dimentico lì…investimento garantito!

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