Venerdì 28 Aprile 2017

Venerdì 28 Aprile 2017 – Biancobagnolo Albana secco Romagna docg 2016 – 12,5% Villa Bagnolo, Castrocaro Terme. € 8,60 in enoteca.

Questo venerdì vi presentiamo una nuova scoperta della Botte Piccola, i vini dell’azienda Villa Bagnolo di Castrocaro Terme, in quel di Forlì. Situata sulle splendide colline dell’entroterra Romagnolo, abbiamo avuto il piacere di visitarla nei giorni scorsi, ma i suoi vini li avevamo già conosciuti ad una degustazione. Proprio sulla spinta della qualità provata al banco d’assaggio e della esaustiva presentazione dell’azienda data dal loro collaboratore Fabio, molto in linea con la nostra filosofia, non abbiamo esitato a inserire una selezione dei loro vini e una ottima grappa di Sangiovese.

Situata a 300 metri s.l.m, sulle splendide colline di Castrocaro Terme e Terra del Sole, la piccola cantina trova sede nella villa di proprietà del patron Vito, imprenditore-inventore con molti brevetti all’attivo, che si è ritirato in queste splendide terre e con la famiglia ha dato vita a questa interessante realtà. A noi ci accoglie su appuntamento Fabio, responsabile dell’azienda,  e non abbiamo avuto il piacere di conoscerlo poichè sono giorni festivi, ma dobbiamo per forza citarlo perchè è sua la progettazione e realizzazione dei particolari tini fermentatori a temperatura controllata (e possiamo dire unici al mondo!) che vedete nelle foto seguenti e che fanno in modo che il cappello di vinacce abbia una superficie molto ampia rispetto al solito, permettendo così un’estrazione aromatica molto curata, al riparo da ogni insidiosa ossidazione, che unita ad una vendemmia anticipata permettono di ottenere un’Albana profumata e molto fine, persistente, rinfrescante. Il tutto volutamente, per preservare gli aromi dell’uva, freschezza e sapidità, e non sprecare quel prezioso regalo della “terra del sole” che dai terreni di argilla, limo e rocce sedimentarie spugnose, simili al tufo ma più friabili, di origine antichissima (ora non so dirvi l’era geologica precisa, perdonatemi la lacuna, ma i numerosissimi fossili che si vedono tra le rocce parlano da soli! vedi foto) si ritrovano nel bicchiere sorso dopo sorso. E la brezza che spira senza sosta, oggi come tutto l’anno, tra i filari ben disposti e curati come un giardino (lavoro fatto rigorosamente tutto a mano, come tiene a precisare Fabio!) assicura integrità e salubrità alle uve…. cosa volere più di così? Un bicchiere di vino e un bel pranzo in trattoria, ma questa è un’altra storia…


Degustazione: colore giallo dorato tipico, chiaro perchè ancora fresco (stiamo assaggiando il 2016, col tempo dovrebbe scurirsi), limpido. Al naso arrivano subito equilibrati i profumi varietali, albicocca, frutta tropicale, si apre una nota di caramello, poi un delicato floreale, miele d’acacia e un filo d’incenso. Molto accattivante e ampio. Al palato troviamo gli agrumi, il pompelmo e il lime, e l’uva spina, un fondo di mela verde e certo chiude bella dritta con una acidità viva, sapida e persistente. Ora, oggettivamente, l’Albana dona vini sontuosi e caldi, pieni, mentre qui stupisce la piacevolezza, la freschezza e la sapidità. Ma il vino è vivo, così è sicuramente ancora giovane ma è uno spettacolo, da bersi a secchiate di profumi e piacere, vediamo dopo l’estate quanto si sarà trasformato avvicinandosi ai registri convenzionali, e quanto della sua personalità rimarrà invariato. Sono proprio curioso…

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